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L’orgoglio di essere genitori…continuando ad imparare

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un genitore di un nostro studente

Nel primo capitolo dell’ultima edizione (2018) del “Manuale dei Genitori” c’è scritto: il giusto percorso che bisogna realizzare per essere un genitore perfetto è quello di saper capire dove finisce l’assistenzialismo e il “decido io per te” e dove inizia la presenza discreta e disponibile anche a costo di riconoscere che perfino un giovane può “pensare con la propria testa” senza dipendere e dover ricorrere a quella dei suoi genitori. Naturalmente il suddetto manuale non ha altri capitoli né, tantomeno, altri contenuti. Allora come fare?

Ormai da alcuni mesi un piccolo drappello di giovani studenti del quinto anno del liceo Vian di Bracciano, Mattia Cellini, Paolo Lembo, Valerio Ciattaglia, Alessio Cozza e Samuele Bonetti, ha iniziato quasi per gioco (termine astruso per noi adulti) a studiare prima e realizzare poi un marchingegno portatile per scaldare o raffreddare vivande, senza usare cavi ma grazie a una batteria ricaricabile, a cui è stato dato il nome di Giano (“dove, come e quando vuoi”, il sottotitolo). I ragazzi hanno dovuto effettuare un lungo percorso di confronto con altri “inventori” superando varie selezioni anche verso competitor con già competenze professionali e con progetti già nel circuito produttivo. Bene, i nostri giovani, con la leggerezza e la risolutezza della loro età e con il sostegno dell’insegnante che ha seguito il progetto, sono giunti fino in fondo al loro percorso con la presenza al Maker Faire Rome che si è svolto alla fiera di Roma dal 12 al 14 ottobre scorso, dove hanno presentato Giano in uno stand dedicato a questo progetto, riscuotendo un notevole successo e risultando tra i primissimi della regione Lazio nella categoria “Progetti Innovativi”. I nostri ragazzi, orgoglio e futuro del nostro territorio, si sono fatti apprezzare per le capacità ideative e creative e sono stati tra i più giovani giunti fino alla fase finale.

Certamente l’eredità che resta di questa esperienza, che peraltro sembra avere la possibilità di ulteriori sviluppi, la leggerei almeno su due livelli. Per i giovani resterà un bel percorso in cui hanno saputo ideare, progettare e realizzare un oggetto che ha la sua utilità pratica, inoltre, e qui c’è l’aspetto educativo, hanno saputo concretizzare la capacità di lavorare in team individuando e utilizzando le qualità di ciascuno per sviluppare l’idea da tutti i punti di vista, dalla progettazione al marketing.  Un secondo livello è quello di noi genitori che, incassando una bella lezione di fantasia, capacità, autonomia e concretezza dai nostri figli e superando la giusta e immediata fase dell’orgoglio del risultato raggiunto dai nostri ragazzi, abbiamo avuto la dimostrazione, ancora una volta, delle qualità dei nostri giovani e di questa generazione che, nonostante le poche prospettive di inserimento e realizzazione nel mondo del lavoro che consegniamo loro, mantengono comunque un entusiasmo ed una genuinità che ci insegna molto.

A pensarci bene c’è anche un terzo livello che si rivolge agli altri giovani che magari hanno meno coraggio e voglia di mettersi in gioco, anche per loro una bella testimonianza di ciò che è possibile raggiungere e realizzare, certamente un messaggio molto più efficace di mille “prediche” da parte di genitori e/o insegnanti.

E poi c’è il “Manuale dei Genitori” che indubbiamente, a noi che lo abbiamo studiato bene, ci conferma che le sole parole ed i proclami servono a poco, i nostri ragazzi ci hanno fornito una chiave di lettura che ci ha insegnato che avere fiducia nella loro crescita vuol dire principalmente saper riconoscere le qualità di una generazione di giovani, naturalmente con le ovvie eccezioni, senz’altro con grandi capacità e non solo potenziali. In fondo un manuale si scrive sempre in collaborazione sommando le qualità e competenze di ognuno, in team!

Alessandro Lembo

 

Aspettando Maker Faire - Spazio Attivo Bracciano

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